Sinossi
Per un abitare momentaneo dei corpi nello spazio, tra maceria e rovina.
Pensare un attraversamento che riconsideri il senso del tempo, la materia di cui è fatto un luogo, la sua memoria, i suoi misteri, marcando altre tracce. Il tentativo di raccogliere piccoli movimenti collettivi e singolari, per farne un magma comune, sperimentando linguaggi già dati per scovarne le ombre, le linee di fuga possibili. Le macerie sono pezzi di mondo, pezzi di città irrecuperabili, possono segnare i contorni di un confronto, di un ingaggio, il recupero di uno spazio confuso nei frammenti dell’esistenza. Quale relazione immaginare tra i corpi, il luogo e ciò che resta vivo in essi? Come osservare il medesimo frammento e rintracciarne il passaggio dalla maceria alla rovina? Guardando ai piccoli spostamenti, ai brevi moti di sguardo, nell’immobilità di chi si fa statua sensibile, si trasforma la relazione tra il soggetto che sta guardando e l’oggetto guardato. Questo l’interstizio da calpestare, tra sguardo e movimento, tra cartilagini e ossa, tra l’abito e la forma di vita. Un laboratorio teatrale per i Mercati di Traiano, a rendere organico un attraversamento, con il gruppo dei nontantoprecisi che sarà composto da una trentina di persone. Accanto all’idea di questo laboratorio, la realizzazione di un film da parte di Corrado Chiatti e Mattia Pellegrini, che segua i movimenti di questo corpo-sciame, muta in divenire, con sguardo autonomo, da intendersi come studio poetico dell'abitare tra maceria e rovina.
Di Corrado Chiatti e Mattia Pellegrini e nontantoprecisi
Crediti foto: Claudia Pajewski
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